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Cambiamenti climatici nelle città: un rischio sottovalutato per la biodiversità
16 luglio 2026 |
Il clima locale è un fattore determinante per stabilire quali specie animali e vegetali siano presenti in una determinata zona. Se il clima cambia oltre la soglia di tolleranza di una specie, il suo areale di distribuzione si sposta. Ad esempio, le specie che prediligono il freddo si ritirano in zone più elevate. Se ciò non è possibile, si estinguono a livello locale. Valutare questi rischi del cambiamento climatico per la biodiversità è particolarmente difficile nelle città. Infatti, lì le condizioni climatiche variano in modo più marcato e su uno spazio più ristretto rispetto, ad esempio, alle aree boschive o agricole. Inoltre, a causa dell’elevata percentuale di superfici impermeabilizzate, che assorbono e immagazzinano calore, le temperature sono spesso di diversi gradi superiori rispetto all’ambiente rurale.
I rischi del cambiamento climatico per la biodiversità nelle città vengono quindi sottovalutati se ci si basa sulle condizioni climatiche regionali o rurali. Spesso, però, mancano dati più precisi sul microclima urbano. I ricercatori dell’Istituto di ricerca sull’acqua Eawag e dell’Istituto federale di ricerca su foreste, neve e paesaggio WSL propongono quindi un approccio di modellizzazione che, sulla base dei dati disponibili, consenta di prevedere in modo dettagliato il microclima nelle città.
Caso di studio su Zurigo: rischi climatici per 182 specie
Uno strumento interattivo mostra i risultati del loro caso di studio su Zurigo, che ha calcolato i rischi climatici per 182 specie appartenenti a sei gruppi: anfibi, alberi, cavallette, libellule, farfalle e uccelli. I ricercatori hanno dimostrato che i dati climatici regionali sottostimano notevolmente i rischi climatici per la biodiversità urbana, poiché le temperature locali effettive si discostano da essi fino a 2 °C.
Poiché l’approccio utilizza dati ambientali disponibili a livello globale con un’elevata risoluzione spaziale, è applicabile alle città di tutto il mondo. Fornisce così le basi per adottare misure mirate di mitigazione del calore o di creazione di aree di rifugio proprio dove sono più necessarie.
Infrastruttura blu-verde
L’infrastruttura blu-verde (BGI) è un approccio integrato e basato sulla natura nell’ambito della pianificazione urbana. Il concetto combina il ciclo naturale dell’acqua (corsi d’acqua, aree di infiltrazione) con elementi verdi quali aree verdi, tetti verdi o alberi, al fine di gestire l’acqua in modo sostenibile e promuovere la biodiversità. A differenza delle classiche infrastrutture «grigie» (canali e condotte in calcestruzzo), le BGI sfruttano i processi naturali per raccogliere, immagazzinare e filtrare l’acqua piovana. In questo modo si riducono i rischi di inondazione, si migliora la qualità dell’acqua e, al contempo, si rinfresca la città. I ricercatori dell’Eawag stanno studiando, nell’ambito di progetti interdisciplinari, in che modo un’infrastruttura blu-verde efficiente possa rendere le nostre città più resilienti ai cambiamenti climatici e più vivibili.
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Immagine di copertina: una valutazione più accurata del rischio climatico per la fauna e la flora urbane aiuta ad adottare misure volte a ridurre il calore o a creare aree di rifugio proprio dove sono più necessarie. (Foto: Louis-Ferdinand, iStock)
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