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Guadagnare tempo nella lotta alla cozza quagga

8 aprile 2025 | Annette Ryser

Per arginare la diffusione dell’invasiva cozza quagga nei laghi svizzeri, i ricercatori e le ricercatrici della Eawag consigliano di agire tempestivamente, puntando su prevenzione capillare, individuazione rapida e contenimento. Incoraggiano altresì a coordinare le misure sia sul territorio svizzero che con gli stati confinanti. Questo è quanto emerge da un nuovo rapporto compilato dagli esperti e dalle esperte della ricerca sulle acque su incarico dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) e della Commissione federale per la sicurezza biologica (CFSB).

Il rapporto «La cozza quagga: piano di monitoraggio e raccomandazioni per le misure di prevenzione e protezione», pubblicato recentemente, è il risultato di una collaborazione tra ricercatori/ricercatrici dell’Istituto per la Ricerca sulle Acque Eawag ed esperti/esperte del Cercle Exotique, un gruppo di lavoro della Conferenza dei servizi dell’ambiente della Svizzera (CCA). Attraverso la combinazione dei risultati delle ricerche e delle esperienze pratiche, vengono fornite proposte concrete alle autorità, ai settori dell’approvvigionamento idrico, termico e di raffreddamento nonché ad altri/e responsabili decisionali su come gestire il problema della cozza quagga nei corpi idrici svizzeri.

Agire in tempi rapidi e in modo capillare

«Per ogni lago, ogni anno in cui non viene trovata la cozza quagga è un anno guadagnato», sottolinea Piet Spaak, biologo ed esperto di cozza quagga della Eawag. Il tempo guadagnato può essere impiegato per predisporre gli impianti infrastrutturali con condotte d'acqua che trasportano l’acqua del lago per il momento in cui eventualmente la cozza quagga si diffonderà comunque nel rispettivo lago. Filtri e scambiatori di calore ad esempio possono proteggere le parti più sensibili delle apparecchiature dalla colonizzazione delle cozze, prevenendo così danni irreversibili a edifici e impianti. Sono infatti spesso necessari costosi interventi di modifica e nuove costruzioni, che occorre pianificare meticolosamente. Spaak: «Stiamo parlando di costi che per tutta la Svizzera ammontano probabilmente a centinaia di milioni di franchi.»

Le autrici e gli autori del rapporto forniscono raccomandazioni concrete per arginare la diffusione della cozza quagga. «Per ottenere la massima efficacia, queste misure dovrebbero essere adottate il più rapidamente e capillarmente possibile», spiega Spaak.
 

Sarebbe opportuno controllare i laghi non colpiti almeno una volta all’anno mediante l’analisi del DNA ambientale, che permette di individuare tempestivamente una eventuale colonizzazione di cozze quagga. Questo consente alle autorità competenti di reagire velocemente e verificare se le misure di protezione adottate sono sufficienti. Le segnalazioni da parte della popolazione sono considerate un ulteriore importante elemento dalle autrici e dagli autori.

Contenimento per proteggere i corpi idrici

Il rapporto mostra che la cozza quagga si diffonde in Svizzera principalmente attraverso il trasporto di imbarcazioni da diporto. E proprio su questo punto si focalizzano le autrici e gli autori: per evitare l’insediamento della cozza quagga in corpi idrici finora non interessati, sono ideali misure di protezione ad ampio spettro come ad esempio un obbligo di segnalazione e pulizia delle imbarcazioni. Queste direttive sono già state adottate per il lago dei Quattro Cantoni, nel Cantone di Berna e in modo simile nel Cantone di Argovia sul Lago di Hallwil. I cantoni di San Gallo, Grigioni e Zurigo hanno aderito a partire dall'aprile 2025; altri cantoni, come il cantone di Glarona, seguiranno. Peraltro, l’obbligo di segnalazione e pulizia delle imbarcazioni è utile anche contro l’immissione e la diffusione di altre specie invasive, come ad esempio la peste d’acqua arcuata, una pianta subacquea a crescita rapida, e il ghiozzo a testa grossa, una specie invasiva di pesce. Le autrici e gli autori hanno identificato anche deficit d’informazione, ovvero delle lacune per quanto concerne l’effettuazione della pulizia delle imbarcazioni: in questo caso potrebbero essere utili istruzioni e metodi di pulizia dettagliati e testati nella pratica, ulteriori posti per la pulizia come anche una ricerca indirizzata alla pratica.
 

La ricerca per chiari scenari futuri

Per capire gli effetti a lungo termine sugli ecosistemi, la ricerca attualmente si basa sulle esperienze con i laghi nordamericani, dove la cozza quagga si è diffusa già 20 anni prima che in Europa. È comunque forte l’esigenza da parte della popolazione di una valutazione d’impatto sui corpi idrici svizzeri. Per questo serviranno ulteriori indagini. Le autrici e gli autori propongono di analizzare regolarmente una volta all’anno i laghi già colpiti. Occorrerebbe un monitoraggio più dettagliato di laghi selezionati che in passato sono già stati esaminati a fondo da istituti di ricerca, e cioè prelevando campioni ogni uno-due anni in diversi punti e a diverse profondità. Questi dati dettagliati potrebbero quindi confluire nella pianificazione di misure di prevenzione.

Nuovo servizio specializzato per la consulenza

Dal 1° aprile 2025 è disponibile un nuovo servizio specializzato nella cozza quagga presso l'Eawag per assistere i responsabili. Il servizio è sostenuto finanziariamente dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) e della Eawag. Si mira anche a una collaborazione con le commissioni internazionali a protezione del Lago di Ginevra, del Lago di Costanza, del Lago di Lugano e del Lago Maggiore.
 

La cozza quagga (Dreissena rostriformis) è una specie aliena invasiva: originaria del bacino del Mar Nero, è ormai ampiamente diffusa in vaste parti dell’Europa e dell’America del Nord. È presente nei laghi, in fiumi a scorrimento lento ed estuari. Questa cozza invasiva rappresenta un problema soprattutto nei laghi profondi e poveri di nutrienti.

La sua diffusione avviene in modo naturale, ovvero attraverso le larve che nuotano liberamente alla deriva con le correnti, ma nell’acqua di sentina, nel liquido refrigerante dei motori o nell’acqua di zavorra delle grandi navi da trasporto, le larve vengono trasportate anche involontariamente dalle persone per lunghe distanze. Le cozze adulte inoltre si attaccano alle imbarcazioni e ad altri oggetti, propagandosi così ad esempio attraverso le barche di privati che vengono utilizzate in vari corpi idrici.

La presenza della cozza quagga sconvolge radicalmente gli ecosistemi. Questo animale altera sia le condizioni di luce nell’acqua sia la rete trofica, e questo fa sì, tra l’altro, che i pesci trovino meno nutrimento. Per di più, la cozza quagga compromette l’uso dei corpi idrici da parte delle persone. Il problema principale è l’intasamento delle condotte idriche o dei sistemi di raffreddamento dell'acqua. I costi per la manutenzione e la risistemazione sono enormi.

Al momento che la cozza quagga si è insediata in un corpo idrico, è impossibile liberarsene. Nei laghi svizzeri interessati si prevede che la biomassa della cozza quagga nei prossimi 20-30 anni aumenti di un fattore compreso tra 9 e 20 per metro quadro. Attualmente non esistono in Svizzera misure di lotta praticabili.

Laghi al collasso e danni per milioni

Nel dicembre 2024, la trasmissione «Einstein» della televisione svizzera ha parlato della ricerca della Eawag sulla cozza quagga (in tedesco).


Immagine di copertina: Per ogni lago, ogni anno in cui non viene trovata la cozza quagga è un anno guadagnato. (Foto: Keystone, Gaetan Bally)
 

Pubblicazioni originali

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         de plus de temps pour adapter les infrastructures, et de préserver l'état
         naturel des lacs aussi longtemps que possible. C'est pourquoi nous recommand
         ons vivement que les mesures de protection et de surveillance des eaux décr
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Flämig, S.; Bourqui, M.; Alexander, J.; Sturm, L.; Wellauer, N.; Spaak, P. (2024) Quaggamuschel: Monitoringkonzept und Empfehlungen zu Präventions- und Schutzmassnahmen, 25 p, doi:10.55408/eawag:33819, Institutional Repository
Flämig, S.; Bourqui, M.; Alexander, J.; Sturm, L.; Wellauer, N.; Spaak, P. (2024) Moule Quagga: concept de monitoring et recommandations sur les mesures de prévention et de protection, 26 p, doi:10.55408/eawag:33820, Institutional Repository

Finanziamento / cooperazioni

  • Eawag
  • Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), divisione Acque
  • Commissione federale per la sicurezza biologica (CFSB)
  • Cercle Exotique, gruppo di lavoro «Neobiota acquatici»
  • Umweltbüro m|u|t